Nell’ambito della rassegna Un altro Gioachino: sguardi insoliti su Rossini, sabato 7 novembre, alle 17.30 nella Sala degli Specchi del Museo Nazionale Rossini, la Fondazione Rossini presenta “Nievo, Rossini e… Stendhal?”, conferenza di Attilio Motta, docente di Letteratura italiana all’Università di Padova.
Nella breve vita e nell’opera multiforme di Ippolito Nievo, il melodramma occupa un posto significativo, come spettacolo cui assiste a teatro, come oggetto di “critiche musicali” nei suoi pezzi giornalistici e persino come tentativo di scrittura di un libretto rimasto incompiuto (Consuelo). A sorprendere gli studiosi è sempre stata una certa idiosincrasia per Verdi, politicamente “inaspettata” e motivata da ragioni che appaiono tutte musicali, cui fa da contraltare la predilezione per Rossini, più volte ribadita nei suoi scritti. Ma a quante opere del pesarese Nievo aveva assistito? Ed è possibile che questo amore fosse nato (anche) dalla conoscenza della Vie de Rossini di Stendhal?
Attilio Motta (Lecce, 1971) insegna Letteratura italiana all’Università di Padova. Laureato a Padova, si è perfezionato nelle università di Ginevra e New York e ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia romanza all’Università di Firenze. Professore associato dal 2019, ha ottenuto nel 2023 l’abilitazione alla prima fascia. I suoi studi si sono concentrati in particolare sulla poesia toscana popolare del Trecento e sull’opera di Ippolito Nievo. Per l’Edizione Nazionale delle opere dello scrittore ha curato gli Scritti politici e d’attualità (Marsilio, 2015) e gli Scritti di letteratura (Marsilio, 2023); ha inoltre pubblicato le lettere pubbliche In difesa degli studenti (Padova UP, 2024) e numerosi saggi dedicati a Nievo. I suoi interessi comprendono anche la letteratura del Novecento e i rapporti fra letteratura e cinema.
In occasione della conferenza, la Biblioteca della Fondazione sarà aperta dalle ore 16.30 fino all’inizio dell’incontro. Durante l’apertura sarà possibile partecipare a una visita guidata ai fondi storici conservati presso la Biblioteca.
L’iniziativa è realizzata grazie al contributo di: Comune di Pesaro, MIC, Regione Marche, Museo Nazionale Rossini
Ingresso libero fino a esaurimento posti
